Cassazione: anche se la vittima non ricorda ora e luogo degli atti persecutori, è stalking

Cassazione: anche se la vittima non ricorda ora e luogo degli atti persecutori, è stalking

di Lucia Izzo – Affinché si verifichi il grave e perdurante stato di turbamento emotivo che provoca il reato di stalking, non è necessario l’accertamento di uno stato patologico conclamato, essendo sufficiente che gli atti persecutori abbiano un effetto destabilizzante della serenità dell’equilibrio psicologico della vittima, per cui assumono rilevanza tanto le dichiarazioni della persona offesa, quando le sue condotte, conseguenti e successive all’operato dell’agente. Non è richiesta inoltre la precisa collocazione temporale e specifica dei singoli atti persecutori, essendo sufficiente una collocazione di massima, la descrizione degli stessi e gli effetti da questi derivanti alla vittima. Così ha disposto la Corte di Cassazione, quinta sezione penale, nella sentenza n. 49613/2015 (qu…

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Fonte: Studio Cataldi – News giuridiche