Niente assegno all’ex moglie che non lavora per "pigrizia"

Niente assegno all’ex moglie che non lavora per "pigrizia"

di Marina Crisafi – Può dire addio all’assegno divorzile la moglie che si trova nel pieno delle capacità lavorative e in più vanta un reddito proveniente da un canone di locazione di un immobile di proprietà. Lo ha sancito la Cassazione, con l’ordinanza n. 24324/2015, depositata venerdì scorso (qui sotto allegata), ribadendo la “linea dura” sul mantenimento all’ex coniuge che ormai sta prendendo sempre più piede all’interno della giurisprudenza (sia di legittimità che di merito).
Per gli Ermellini, il ricorso dell’ex moglie avverso la sentenza della Corte d’Appello di Bologna che, pronunciando la cessazione del matrimonio, annullava la pronuncia del giudice delle prime cure che aveva previsto in suo favore (a carico del marito) un assegno mensile di 300 euro, è inammissibile.
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Fonte: Studio Cataldi – News giuridiche